I dodici fratelli: i Mesi
I dodici fratelli: i Mesi
I dodici fratelli: i Mesi
Si narra la storia di dodici fratelli, i mesi; nati in un’epoca lontana, dove il tempo era padre e madre Natura madre, erano i loro custodi, i loro nomi bensì scritti da tempo, in quell’epoca buia e sconosciuta al mondo.
Madre natura chiamò ognuno dei suoi figli, e diede ad ognuno un compito: andare per il mondo raccontando la loro storia.
Partirono per un lungo viaggio attraversarono montagne maestose, colline, valli e pianure e al loro passaggio tutto si trasformava come per magia.
Novembre e Dicembre, si erano incantati, di tanta bellezza del paesaggio che avevano creato.
Gennaio e Febbraio proseguirono il viaggio incontrando incantevoli luoghi, magnifiche strutture, con il loro passo lento e silenzioso quasi impalpabile. Da una nebbia, piovigginosa, mentre tutto stava per accadere, fecero uno strano incontro, videro persone tristi e infreddolite!
Allora decisero di fare una riunione, con madre natura: spiegarono che avevano trovato persone tristi e infreddolite. Madre Natura capì e spiegò che la stagione fredda è il tempo del riposo per la terra, dove tutto sotto al pane della terra stava al caldo e protetto, mentre la terra riposa.
Vennero poi Marzo, Aprile, Maggio e Giugno, andarono per valli si coprirono di fiori, i fiumi brulicavano, dalla neve caduta e disciolta. Alberi, dai rami fiorivano piccole gemme, dai peschi petali dal color roseo, un leggero profumo, di freschezza, di pulito nell’aria.
Ma anche il loro passo si fermò: incontrarono un uomo vecchio e stanco che borbottava tra sé dicendo che aveva ancora freddo. Disse anche: che era giusto, la natura non sbaglia mai, e ridacchiò!
Corsero da Madre natura raccontando di quell’incontro, ma questa volta Madre Natura non disse nulla, capì la saggezza di quell’uomo.
Anche Luglio e Agosto intrapresero il loro viaggio, folti boschi, dalle chiome lussureggianti, tutto si trasformava.
Dal passo lento, su di una stradina, questa volta un carro e sopra al carro una famiglia sotto ad una grande quercia, dissero che faceva troppo caldo.
Giunti da Madre Natura dissero quanto era accaduto, ancora con pazienza. Madre Natura spiegò che il caldo serviva a maturare i frutti degli alberi, altrimenti sarebbero stati acerbi.
Settembre e Ottobre si misero in viaggio, al loro passaggio gli alberi depositavano le loro foglie gialle dalle venature rossicce.
In una sorta di eterno sortilegio, non mancò l’incontro con una signora anziana come se avesse aspettato da tempo.
La donna disse di ringraziare Madre Natura del Suo dono.
Dono che molti non sanno cogliere o che non vedono o fingono di non vedere.
Disse anche che ognuno ha un compito, un motivo, e che senza Madre Natura noi non potremmo esistere!
Ma lei, Madre Natura, forse, senza di noi sarebbe più rigogliosa che mai.
MT