La notte di un Natale lontano
La notte di un Natale lontano
La notte di un Natale lontano
Ci sono notti, dove le notti sembrano eterne e dove altre appaiono in un istante.
Dalla candela una fiamma accenna di perdere la sua luce.
La notte porta con sé un mistero profondo inaccessibile, del nostro essere.
A volte risvegliando in noi parole dimenticate, persone i cui volti ed immagini ingialliscono,
sbiadiscono dal passare del tempo.
Ma ci sono notti che tutto diventa chiaro, e tutto ci riporta a quel passato,
fatto di ricordi, emozioni, sensazioni, fatto di piccoli gesti dove il cuore esulta.
Il Natale passato, presente, e futuro.
In quel Natale di molti anni orsono, le piccole mani sforbiciavano biglietti di auguri,
dai suoi disegni comparivano alberi scintillanti,
una seggiolina dava sostegno a quel corpicino,
il presepe era pronto per essere decorato,
un angelo veniva messo sulla capanna,
la neve scendeva setacciando la farina le luci davano bagliori e luccichii
tutto appariva magico.
Questo era il Natale passato, fatto di semplicità.
Il Natale presente: quanto ci sarebbe da dire,
tutto viene scontato
per sino il Natale ha perso la sua identità la sua essenza,
si perché ci ritroviamo in un momento storico dove tutto è digitale
dove gli auguri arrivano prima di pronunciarne la parola;
non voglio dire che la tecnologia sia sbagliata,
l’Uomo ha creato questo
ma l’Uomo, si è disconnesso, per usare un termine social da sé stesso, dalla sua essenza.
Noi esseri mortali abbiamo bisogno di sentire. di emozionarci,
di dare a noi stessi di essere parte di qualcosa,
qualcosa che non può essere dimenticato, né tolto,
ma coltivato, tramandato nel tempo, come se il tempo se ne prendesse cura.
Riscoprire questo sarebbe un Buon Natale;
il Natale futuro beh questa e un’altra storia…
MT