Ma se la notte
Ma se la notte
Ma se la notte
Che cos’è la notte!
È solo fa fine del giorno!
La guardiamo con una tale normalità, quasi scontata e banale.
Ci accorgiamo che fa parte di un ciclo eterno della vita, ma non abbastanza consapevoli nel rivolgerle attenzione, tutto fa parte della normalità.
La notte è sempre stata un mistero che ha affascinato uomini e donne:
chi ne sentiva la profondità,
chi la magia,
chi il mistero,
chi ne ha potuto godere e assaporarne la sua essenza.
E sé la notte, fosse la strada che permette di entrare nel nostro essere più interiore!
Lì tutto appare eterno, immutabile, mostra la sua essenza densa e oscura.
Entra con passo felpato,
vuole che l’uomo ascolti il proprio essere,
che ne senta il sapore di quel battito,
compare come tamburi, il respiro si fa profondo,
da un carico pesante, denso e spesso di pensieri,
dove i pensieri esprimono parole che non vengono emesse dalla bocca
ma da suoni e respiri.
Da silenzi che appaiono vuoti,
non può esserci vuoto nel silenzio
no, è rumore di emozioni, sensazioni e di colori.
Sembrano che vogliano raccontare la sua storia
e allora il respiro scrive parole che galleggiano nella notte:
scrive, scrive fino a che la notte non ci abbandona
e poi ecco il rumore assordante del giorno.
MT.