Il tepore della vita
Il tepore della vita
I dodici fratelli: i Mesi
La vita, ci porta a percorrere un passato scomodo di ricordi, di ripensamenti; galleggiano nel nostro essere.
Fatto di scogli, di rocce aguzze, di rigoli d’acqua che goccia dopo goccia si trasformano in un fiume in piena.
Colmo e gonfio spazza via con furia i suoi argini.
Ma quei rigoli sono fatti di sangue, le rocce di sofferenza e gli argini di cicatrici,
che con il tempo sbiadiscono, si ammorbidiscono, ma non si cancellano! Rimangono inoperosi dentro di noi.
Come un ramo spezzato dal gelo rimane indelebile la sua cicatrice,
con il passare del tempo ricuce la sua ferita, ma dentro rimane contorto, ferito.
Ma c’è qualcosa, che cambia: la nostra consapevolezza che dentro di noi vive una parte,
non estranea ma reale, vissuta in un remoto passato, dove magari ha condizionato il nostro carattere,
il nostro vedere il mondo.
Non ci ha plasmati, ci ha solo spinto, mostrando quello che è stato non quello che siamo,
noi possiamo essere diversi; possiamo essere fiume in piena travolgendo qualsiasi cosa o essere.
Un fiume che disseta la nostra sete: sta a noi vedere, essere o non essere.
Un velo che troppo a lungo ha coperto, avvolto strato dopo strato,
troppo spesso per lasciar vedere.
MT