Dove l’abuso si nasconde
Dove l’abuso si nasconde
Dove l’abuso si nasconde
L’abuso è una parola che sconcerta perché fa scandalo, mettendo in evidenza ciò che deve rimanere nascosto, ciò che deve rimanere segreto, dove il segreto diventa complice.
Lascia un forte dubbio alle domande, parlarne significa esporre, osare, mettere in discussione, affrontare la folla.
Questo fa sì che la maggioranza delle volte diventi un tabù per molteplici motivi, per paura, un validissimo motivo, per vergogna o peggio per esserne la ”causa” scatenante, diventando così colpevole non vittima.
L’abuso è una forma sottile di ignoranza, sfocia in molteplici sfaccettature; non è circoscritto, è ben più ampio di quello che si possa immaginare: l’abuso sulle donne, sugli anziani, sui bambini, sugli animali: questo filo sottile che lega corpi, di carne, di fragilità.
Noi siamo fatti di corpi.
Nella pubblicità l’abuso sta’ in prima pagina dove l’uso del corpo femminile diventa oggetto e soggetto, smembrato in piccoli pezzi formando svariate possibilità con il fine di usare meglio il prodotto.
L’abuso nasconde ciò che è stato commesso e dimenticato nel tempo, ma non toglie che rimangano resti senzienti dentro chi è stato abusato.
Rimane un forte contatto con quella parte scatenando rabbia, frustrazione, paura sì anche paura, di diventare ancora preda, e in molti casi predatore, in una perversa ripetizione.
MT