Pregiudizio
Pregiudizio
Pregiudizio
L’uomo e i suoi pregiudizi, consolidati nel tempo, nati in un tempo dove l’umanità vedeva l’uomo al di sopra della donna, conferendo alla sua superiorità e autorità un diritto quasi tangibile sulle proprie idee in quanto tali.
Convinzioni radicate, nutrite con latte che il tempo forgiava materia prima per essere dogma, facendo sì che l’uomo possa svolgere il ruolo dominante.
Questo induce che le idee dell’uomo siano intoccabili; perché tu donna il tuo sesso prevede sottomissione, non puoi avere idee proprie se non le mie!
Chi esce da questo contesto viene messa al rogo, accusata. Diventa sfogo dei più svariati appellativi.
Parli con libertà: sei sovversiva, ti senti dire!
La donna che parla del patriarcato, spogliandolo delle sue forme, ancora oggi esistenti, viene derisa, guardata dall’uomo con occhi di disprezzo e di superficialità, perché contrasta e contraria ciò che per secoli è stato il pane quotidiano.
Non basta parlarne una sola volta, ma cento, mille volte.
Ti fa ben capire, e ti sta dicendo, che così non sei logica, non sei razionale, sei fuori dagli schemi!
Devi adeguarti…
Potremmo essere pecore o dovremmo esserlo, che seguono la massa, proseguendo tutti sullo stesso binario: ma tu donna come osi osare?
Con quale diritto vuoi alzarti e uscire dal mio gregge.
Lì il conflitto arriva quando non vuoi essere pecora, quando non vuoi stare negli standard e quando tu sei altro.
Lì si decide la tua sorte!
Diventi polemica, arrogante, lì partono i titoli di coda!
Quanti Uomini sono polemici quanti, quanti Uomini sono arroganti, ma questo fa parte della natura dell’Uomo, si dice, come fosse diritto.
Ma per la donna è solo polemica
MT