Un luogo come tanti
Un luogo come tanti
Un luogo come tanti
Questo luogo ci appartiene è un luogo come tanti nel modo, è una casa, con un tetto che copre, e dalle finestre si vede il buio della notte, il sorgere del sole, l’aria leggera e frizzante di un mattino qualsiasi dove tutto sembra eterno dove tutto sembra durare per sempre.
Ma ben presto tutto può cambiare.
Quello che abbiamo conosciuto diventa sconosciuto, quel luogo sicuro, la strada sicura, un bambino come tanti calpesta la terra con i suoi piedini le cui scarpe dal colore preferito, dalla suola scricchiolante come tamburi, piccoli piedi fremono la superfice.
Avanzando leggiadro e fiero, lo sguardo basso come una freccia che indica il centro i suoi piedi, mostra le sue scarpe lucide ai suoi amici. Tutti in torno in un cerchio perfetto di sguardi stupefatti, di bellezza nei loro occhi, qualche pacchetta sulle spalle come dire: “Wow, belle!”
Poi il richiamo della palla come dicesse sono qui, avanti cosa aspettate …e via, sorrisi, voci che si innalzavano coprendo il rumore che c’è fuori.
Ora le sue scarpe si sono coperte di polvere e di vita, di spensieratezza, di fanciullezza, ma quel giorno dovrebbe essere un giorno di tanti altri giorni felici, invece rimarrà un ricordo.
Quel giorno si è fermato e un altro è apparso, denso e cupo, e dal sapore amaro.
Dove i sorrisi si sono trasformati in lacrime, i visi di paura e di polvere, i loro occhi, brucianti di lacrime mischiati alla polvere, ora sono spenti vuoti.
Quella strada ora non esiste più, appartiene al passato esiste il rumore assordante che arriva da lontano un fischio e a volte il silenzio devastante, colpisce chi sa dove!
Eccola cade la bomba!
Un tonfo apre la terra, scuote ovunque, c’è fumo, oscurità di corpi bruciati, di sangue decomposti dalle loro parti.
Non esiste più il posto sicuro.
La follia dell’Uomo, di quell’uomo che ha permesso questo!
La follia folle vera non sono parole disconnesse, la follia è quella che con la mente lucida agisce sapendo delle conseguenze disastrose inumante che può generare.
Solo un pazzo può fare questo! Seduto su di una poltrona mantiene le redini del potere e decide chi vive o chi muore.
A chi importa se la fanciullezza non esiste più!
A chi importa se viene deturpata, violata dalla meschinità come se la morte fosse l’unico mezzo; il prezzo di quelle poltrone fatte di pelle delle vite spezzate.
A chi importa dov’è quel bambino e se indossa ancora le sue scarpe.
MT