Il treno
Il treno
Il treno
L’intera vita è come un treno fermo alla stazione, aspetta pazientemente la partenza.
Uno strano treno, troppo vecchio, un po' bislacco, ma con un suo fascino.
Dai vetri un po’ retrò, dove una manovella ne facilitava l’apertura, per sentirne la brezza dell’aria, i profumi e odori che accoglievano l’ambiente, lo sbuffare degli ingranaggi, avvertivano la partenza.
Seduto sulle sue rotaie d’acciaio lo strano treno attendeva con pazienza che anche l’ultimo
dei passeggeri fosse salito.
Pronto!
Il momento era arrivato!
Come un vecchio carro cigolante mosse i primi passi avanzando sulle rotaie, diritto, lento, non aveva fretta, ma aveva un grande compito.
Dai finestrini la luce rimbalzava qua e là e rifletteva i volti assopiti, ancora addormentati dei passeggeri.
Dal finestrino la brezza evocava pensieri, profumi inimmaginabili, dimenticati, assopiti dal tempo. All’improvviso la pioggia sorprese tutti, mentre il treno si allontanava sempre più, per sparire dietro all’orizzonte.
Una foschia densa tra gli alberi folti avvolgeva i binari quasi in una pace surreale.
Lì in quel luogo incantato le porte che erano rimaste chiuse si aprirono.
Voci e ricordi sbiaditi di luoghi lontani, affollavano la mente, i sensi si risvegliarono sopraffatti da odori dall’amaro pungente e il dolce della dolcezza.
Corpi che prima erano fumo si ricomponevano di carne viva, volti sconosciuti diventavano famigliari.
Improvvisamente tutto aveva un posto, un senso, quello che era rimasto sotto la superficie, schiacciato, sommesso per non esserne ricordato aveva preso consapevolezza.
Non era più vuoto, mancanza di una parte, ma bensì di una pace interiore di sé stessi.
Quel treno arrivò alla stazione più giovane che mai.
M T.