Teatro della Vita
Teatro della Vita
Teatro della Vita
Gocce di ghiaccio scendono dal mio volto, come lame taglienti.
Dove la vita scava e modella la dura pietra, dove vita e morte sono un continuo susseguirsi.
Mi fermo a pensare che se tutto fosse fermo ed immobile, anche quella dura pietra sarebbe eterna.
L’eternità vive per sempre.
Guardo alla vita, non più con occhi di bambina, di fanciulla, ma di donna. Allora ripenso a quel passato lontano, fatto di pagine, di fogli, le mie dita scorrono lente, con smisurata minuzia colgo tra le mie righe, frugando come una lente di ingrandimento, risvegliando ricordi addormentati, frammenti di gioia e dolore. Dove il dolore appare come strappi nelle pagine.
Perché il dolore smuove, agisce nell’ombra, si nutre anche delle gioie fugaci.
Il dolore continua, rimane sullo sfondo, sotto la superficie galleggia per non esserne soffocato, agisce in svariati modi, si presenta in ogni occasione, fa sentire la sua forza il suo potere.
Il dolore predomina la parte sensibile del nostro vissuto, comincia ben presto, ancor prima della nostra nascita.
Inconsapevoli, spogli ci nutriamo di quel latte ancor prima, quando il nostro corpo e la nostra mente sono un recipiente vergine, vuoto. Lì i primi strappi plasmano il foglio bianco.
Allora ritorno a quella immagine di eterno, e mi accorgo, che la vita ha bisogno di movimento, di cambiare le sue pagine, e di riscriverne altre di storie.
Sì, perché nulla si disfa, nulla si crea, ma tutto si trasforma
La vita è un eterno movimento.
MT