Come un albero
Come un albero
Come un albero
Questo albero dalle sembianze di uomo, il suo tronco è il suo corpo, i suoi rami le sue braccia, le sue gambe le sue radici.
Sente le sue foglie ondeggiare nel vento; non teme la sua forza, ne percepisce la grandezza, lascia che il vento scuota i suoi rami.
Le fragili foglie appese a quel filo sottile, che tiene legato a sé il suo corpo all’altro, come membra che vengono strappate dalla sostanza che li nutre attendono la loro sorte.
Anche le foglie più vigorose temono e attendono, ognuno cerca di restarne aggrappato con tutte le forze ma quel filo non fa distinzioni.
Resiste, combatte contro l’inevitabile, contro la sua stessa forza per rimanere attaccato a quel passato che è più forte, che condiziona inconsapevolmente la sua vita senza rendertene conto.
Parti irrisolte, lasciate a metà, frugano dentro di sé.
Ma quel muro fatto di vento diventa come di pietra, picchia con furia e aspetta, sa già che non mancherà molto, si sente potente ed invincibile.
Ecco tutto è compiuto: la prima foglia cade sul suolo bagnato, freddo e umido rimane a terra inerme, ha resistito combattuto, come il più dei valorosi sino all’ultimo, fino a che le sue forze si sono arrese.
Altre avranno la stessa sorte, l’albero rimarrà spoglio, solo, orgoglioso perché il suo cambiamento non è stato un vero cambiamento.
Le radici del passato sono troppo radicate in lui, il suo aspetto ha solo un'altra faccia,
ma la medaglia rimane la stessa.
M T.